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    February 05

    è già campagna elettorale. Tempo di sondaggi

     

    Il Polo parte favorito. Ma c'è l'ipoteca della frammentazione

     Si è chiuso lo spiraglio intravisto testardamente per giorni da Franco Marini. E di rimbalzo sta per finire la legislatura. Il presidente del Senato ieri sera ha rinunciato al proprio incarico, consegnando al Quirinale la presa d'atto che non si può andare avanti: non c'è spazio per altri governi degni di questo nome. Domani Giorgio Napolitano scioglierà le Camere. Il premier dimissionario Romano Prodi quasi certamente rimarrà a Palazzo Chigi per portare il Paese alle urne. E il referendum elettorale che doveva tenersi in primavera sarà indetto oggi e celebrato fra un anno, perché il voto lo farà slittare. Ormai, i timori del centrodestra su un governo aggrappato alla speranza di un rinvio si sono rivelati infondati. Né Napolitano né Marini hanno offerto sponde al centrosinistra. Lo stesso tentativo del Pd di arrivare a giugno, adesso appare in tutta la sua dimensione tattica: serviva a fare emergere la responsabilità finale della rottura, e a sottolineare negativamente la fretta berlusconiana. Il «no» del Cavaliere è arrivato alla fine della consultazione di ieri a palazzo Madama. La sensazione diffusa, però, è che i margini in realtà si fossero quasi azzerati nel momento in cui Prodi aveva deciso di farsi sfiduciare dal Senato. Quanto è accaduto dopo, è stato uno sforzo generoso e inutile di allontanare un epilogo inevitabile. Può darsi che la caduta del governo per il ritiro dell'Udeur di Clemente Mastella non permettesse soluzioni diverse. Il presidente del Consiglio, tuttavia, ha bruciato in anticipo qualunque subordinata.

     Al momento, il centrodestra risulta in netto vantaggio: tanto che la discussione al suo interno riguarda non soltanto le elezioni, ma addirittura il governo che Silvio Berlusconi potrà formare dopo il voto, fissato probabilmente per il 13 aprile. È la conferma di una campagna elettorale che la Cdl considera già vinta. La rapidità con la quale alleati come Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini hanno abbandonato qualunque distinguo rispetto al Cavaliere, nasce dalla consapevolezza di non avere più margini; e di non poter riproporre dualismi nel momento in cui la rivincita sembra a portata di mano. Ma l'incognita su quanto accadrà nelle prossime settimane e dopo il voto non è da sottovalutare. I contrasti che hanno minato il centrodestra alla fine della scorsa legislatura e nel primo anno e mezzo dell'attuale, ora sono diplomatizzati; ma rimangono. E il centrodestra promette di presentarsi più frammentato di prima, come l'Unione del 2006. La determinazione di Berlusconi ad andare al voto anticipato quanto prima nasce dalla volontà di incassare politicamente la delusione dell'elettorato nei confronti del governo Prodi; ma anche di evitare manovre che possano dividere di nuovo i propri alleati. Le miniscissioni che si registrano in queste ore mostrano un'opposizione compatta sulle urne, eppure non ancora stabilizzata e amalgamata. Il passaggio di esponenti di FI nell'Udc, e viceversa, non prelude ad uno scambio concordato ma a nuove tensioni. Il partito di Casini avverte fin d'ora: «Saremo comunque determinanti, alla Camera e al Senato», evocando un braccio di ferro con i compagni di strada. L'ammissione di un'alleanza «dettata dalla legge elettorale», evoca una scelta obbligata, ma non agognata. Ed implica l'azzardo di far coesistere almeno otto formazioni, molte di piccole dimensioni. Vedendo la fine che ha fatto il governo Prodi per il deragliamento degli alleati minori, la stabilità rimane una scommessa anche per Berlusconi. I calcoli che girano in questi giorni assegnano alla Cdl un vantaggio sulle sinistre fra i dodici e i venti parlamentari in Senato. Potrebbero essere molti, o molto pochi. E poi, la campagna elettorale è lunga.

     Il centrosinistra non ha ancora svelato con quale tipo di aggregazione si presenterà. Ma l'insistenza del Pd veltroniano sulla coerenza dei programmi sembra fatta apposta per mostrare le contraddizioni del centrodestra. Non è scontato che l'operazione riesca. Ma la volontà del Cavaliere di tenere aperto il dialogo istituzionale dopo il voto risponde ad una scelta calcolata. Berlusconi non esclude un governo di unità nazionale, negoziato da posizioni di forza. In più, sa che fra due mesi e mezzo potrebbe essere obbligato a tendere la mano all'opposizione: sperando di avere ancora di fronte interlocutori non indeboliti da un'eventuale sconfitta.
     
    Berlusconi e i suoi alleati faranno il possibile per respingere l'etichetta di sfasciacarrozze, cioè di gente che per pura voracità elettorale ha rifiutato la chance di modificare utilmente le regole della politica. Tuttavia è chiaro che il centrodestra ha sabotato il tentativo di Marini praticamente all'unanimità (fatto salvo qualche tenue distinguo di Pier Ferdinando Casini): Berlusconi con qualche generico rilancio sugli accordi costituenti da fare nella prossima legislatura, An con la durezza che Gianfranco Fini rispolvera quando sente odore di interesse personale e di partito, al punto di dimenticarsi di avere sostenuto il referendum Segni-Guzzetta; e la Lega addirittura con una sgrammaticatura volgare, rifiutando il confronto con il presidente del Senato.

    Tutto questo per poter condurre una campagna contro "il migliore avversario possibile", Romano Prodi, contando sull'impopolarità del governo, senza avere mai indicato, in venti mesi, una proposta politica che non fosse la famosa "spallata" per mandare a casa il centrosinistra. Il calcolo è elementare, ma che sia esatto è tutto da vedere. Perché sul campo politico si è già vista una realtà nuova: al calcolo di Berlusconi, si contrappone la scommessa di Veltroni. Vale a dire che la decisione del segretario del Partito democratico di correre da solo, e comunque di stringere alleanze soltanto con chi condivide il programma del Pd, rappresenta una novità in grado di scompaginare molte previsioni.

    In pratica: fra qualche tempo Berlusconi e il centrodestra potrebbero anche accorgersi di combattere una battaglia immaginaria. Perché la scommessa solitaria di Veltroni e del Pd rappresenta una innovazione politica radicale, con una fortissima assunzione di responsabilità anche personale. È una specie di rupture nella strategia bipolare, discutibile e discussa anche all'interno del partito, rischiosa negli esiti ma anche rigorosamente impegnativa sul piano politico, e quindi presumibilmente di impatto ancora imprevedibile sull'opinione pubblica. E dunque non va sottovalutato che fin da oggi si pone sul tappeto una questione che investe la credibilità delle proposte politiche: perché è probabile che gli elettori dovranno scegliere fra uno schieramento e un partito.

    Come conseguenza c'è un'asimmetria vistosa fra quello che sarà lo schieramento di centrodestra, un'alleanza verosimilmente composta da qualsiasi formazione in grado di portare voti, e invece il Partito democratico, orientato a presentarsi nella competizione elettorale con un'identità precisa e a presentare un programma stringente per chi vorrà accettarlo. La novità è così spettacolare che potrebbe avere riflessi importanti nell'elettorato, e potrebbe anche imporre al centrodestra qualche forma di razionalizzazione della propria offerta politica.

    Perché con il calcolo si può conquistare il potere; ma una scommessa intelligente può far saltare il banco. E quindi toccherà anche a Berlusconi decidere se vuole vincere una battaglia apparentemente già vinta, ma perciò ovvia, e quindi potenzialmente deludente, e di certo non proprio originale né creativa per i cittadini, oppure se non valga la pena di accettare una sfida, dopo avere rifiutato, per la fretta di vincere, l'ultima occasione di scrivere regole decenti.


     

    crisi di governo: elezioni il 13 aprile?

     
    Sembra omai scontato, dopo che il Presidente incaricato Marini, con il suo mandato esplorativo, non avendo trovato una maggioranza e una convergenza su di un governo provvisorio, che affrontasse i problemi cardine dell'Italia, prima del voto, ha ieri riferito di gettare la spugna. Ora la parola passa al Presidente Napolitano, ma ormai sembra scontato, elezioni forse il 13 aprile?
    A questo punto riporto un editoriale del Corriere della Sera, tutto da leggere.
     

    Tormenti e poi tradimenti : La legislatura dei tre cilici.

    Dalla lite Luxuria-Gardini alle lacrime di Cusumano

    di Gian Antonio Stella

    E chi se la scorda, questa legislatura dei tre cilici? Breve ma intensa. Penitenziale e insieme sadomaso. Ruotata tutta intorno a tre sofferenze. Il cilicio di Paola Binetti, il cilicio di Franco Turigliatto, il cilicio del popolo di sinistra. Tre cilici diversi. Portati con spirito diverso. Paola Binetti, psicologa vicina all'Opus Dei, convinta che l'omosessualità sia «una malattia da curare», sarà ricordata soprattutto per la sua invocazione al cielo quel giorno in cui si apprestava a negare la fiducia al «suo» governo piuttosto che votare l'articolo che puniva chi «incita a commettere o commette atti di discriminazione» fondati su religione o tendenze sessuali: «Mi auguro solo che lo Spirito Santo scenda su quest'aula perché non so proprio se, alla fine, potrò votare il decreto». Votò contro. Decisa a sopportare fino in fondo le ironie dei compagni della maggioranza intorno a un paio di interviste in cui aveva confidato di dormire su una tavola di legno e di portare appunto il cilicio: «La vita di ognuno di noi è esposta a prove e difficoltà e ci vuole un certo "allenamento". Le privazioni, lo spirito di mortificazione, un domani mi aiutano ad affrontare cose più grandi».

    E fa male? «Non più che portare il busto come facevano le donne in altri tempi. O girare in inverno con l'ombelico di fuori». Sempre meglio, aveva precisato successivamente, «che i tacchi a spillo». «Il sadomasochismo è un modo di godere. Purché ci sia libera scelta», commentò feroce Franco Grillini, storico leader gay e deputato della stessa Unione. E mai come in quel momento, in un Paese come il nostro che vede atei devoti come Marcello Pera corteggiare il Papa e cristiani ricchi di fede come Oscar Luigi Scalfaro battagliare in difesa della laicità, si è visto quanto fosse assurdo tenere insieme tutte le anime di un centrosinistra che per anni, all'opposizione, s'era illuso che per fare squadra bastasse l'antiberlusconismo. Come se questo potesse tenere insieme un teorico delle liberalizzazioni come Pierluigi Bersani e un no-global come Francesco Caruso, capace di portare alla Camera due finte molotov e marchiare Tiziano Treu e il povero Marco Biagi come «assassini».

    Il cilicio di Franco Turigliatto era un cilicio autoflagellatorio sul genere di quello di Mara «d'Arco» Malavenda, la pulzella rossa di Pomigliano, che per il senso di colpa di chiamarsi Assunta tra i disoccupati aveva cambiato nome e nella legislatura ulivista scaricava in Parlamento decine di migliaia di emendamenti tesi a intralciare il governo della sinistra «borghese» traditrice del proletariato. Affetto da sensi di colpa operaisti dolorosi come una colica addominale e più cupo di un vedovo in lutto stretto, Turigliatto fu il primo ad abbattere Prodi, sparandogli contro sulla missione di pace in Afghanistan. E spiegò tra i sospiri a Jacopo Jacoboni de La Stampa che lui non poteva porsi il problema della precarietà del governo: «Non ho mai avuto uno stipendio regolare, io. La pensione non l'avrò neanche, credo; quella vita senza certezze la conosco bene perché l'ho vissuta su di me». Al che, perfida, arrivò una lettera del rifondarolo Rocco Papandrea che spiegava come il compagno, dopo aver lavorato al Comune di Torino «con un contratto dirigenziale», fosse stato sistemato in Regione fin dal '99: «Fui io ad assumerlo e firmare il contratto...». Espulso dal partito, sospirò. Durissimo, purissimo, levissimo.Come nel '98 lo erano stati i trotzkisti di Livio Maitan: «Oooh! Erano decenni che aspettavo di abbattere un governo borghese!».

    Il terzo cilicio l'ha portato per due anni, patendo e sanguinando a ogni stazione del calvario, dalle spaccature sulla base di Vicenza a quelle sui Dico, il popolo ulivista. Quello che aveva riempito il Circo Massimo con Cofferati ed era andato entusiasta a votare alle primarie per Prodi e per anni aveva sognato «un grande governo» come quello promesso dal Professore per ritrovarsi con una maggioranza scheletrica e un governo grasso. Di cotica pesante. Così obeso, con quei 102 ministri e viceministri e sottosegretari, da imbarcare panchinari della politica provinciale come il mitico Pietro Colonnella, che si vantava sul sito governativo d'essere stato protagonista, come presidente della Provincia ascolana, dell'«apertura del Traforo di Forca Canapine» e dell'avvio dei lavori per il «polo scolastico del Pennile di Sotto».

    Come dimenticarle, certe istantanee? Fausto Bertinotti che, eletto presidente della Camera, solca il Transatlantico tra un'ala di commessi come non avesse fatto altro in vita sua e si installa dedicando la vittoria «alle opevaie e agli opevai». E poi lo schiamazzo a Montecitorio di Elisabetta Gardini, che esce stravolta dai bagni femminili, dopo averci incrociato la deputata transgender Vladimir Luxuria manco se l'avesse palpeggiata un maniaco: «Sono entrata, l'ho visto e l'ho vissuta come una violenza, una violenza "sessuale", mi sono proprio sentita male». Per non dire di Clemente Mastella, che appena conquista la poltrona di ministro della Giustizia («Vedrete», confida Prodi ai cronisti, «Sarà una sorpreeesa! ») prende di petto la catastrofe di dieci milioni di processi arretrati spostando la sede della scuola superiore per la magistratura da Catanzaro alla «sua» Benevento. Nobili motivi: «Avere la presenza di 2500 magistrati ogni settimana significa persone che vengono qua. Alloggeranno negli alberghi della città, mangeranno nei ristoranti della città, andranno a cena... Un indotto interessante... Qualcuno comprerà un vestito, comprerà una camicia, comprerà un prodotto dell'artigianato locale...».

    E come scordare Sergio De Gregorio? Neanche il tempo d'essere eletto tra gli anti- berlusconiani diepietristi e, in cambio della poltrona di presidente della Commissione Difesa, diventa un berlusconiano di ferro e mette a disposizione del nuovo capo il suo micropartito, «Italiani nel Mondo», nato dal commercialista cambiando la ragione sociale di un grossista di ombrelli e pellami.

    E Luigi Pallaro? El hombre de la pampa, arrivato direttamente dall'Argentina, si presenta con un misterioso paso doble: non è di destra, non è di sinistra, che farà? «Non butterò mai giù io un governo». E il giorno della mancata spallata sulla politica estera mantiene la promessa. Regalando a Francesco Storace l'opportunità di una battuta: «Du' ggiorni perzi a parla' der monno e bbastava chiede' a Pallaro: 'a Palla', che voti?». E resterà la legislatura di Vincenzo Visco, accusato d'essere un «Vampiro delle tasse» e di avere rimosso il generale Roberto Speciale non perché si faceva portare sulle Dolomiti i branzini appena pescati ma perché insisteva a volere indagare sul caso Unipol. E quella delle polemiche sui costi e i privilegi della politica, polemiche ereditate dal passato ma ravvivate da episodi come quello di Gustavo Selva che, per aggirare il traffico bloccato e raggiungere La 7 per una comparsata, al posto di un taxi prese un'ambulanza. E quella delle risse volgarissime su Rita Levi Montalcini e gli altri senatori a vita, bollati da maturi settantenni come «senatori pannoloni». Insomma, una legislatura tragica e ridicola, drammatica e insensata, di buone volontà e esasperanti furbizie, di virtuosi risparmi e sventurati sprechi. E chiusa così come si doveva chiudere. Con quello svenimento in diretta dell'ex mastelliano Stefano Cusumano, crollato su un fianco tra gli insulti e gli sputi come l'avesse fulminato Giove pluvio. Un colpo di teatro perfetto, per un teatrino.

     

    L'anima perduta nella monnezza di Napoli

    di ROBERTO SAVIANO


    NIENTE è cambiato. Si è tentato - tardi, tardissimo - ma non si è risolto nulla. L'esercito, i volontari, la pazienza e le proteste. Ma tutto versa nello stesso stato di prima. O quasi. Il centro e le piazze vengono salvati, si cerca di non farli soffocare dai sacchetti. E nella scelta dei luoghi in cui raccoglierli emerge la differenza fra le zone e le città. Zone dove conviene pulire per evitare che turisti e telecamere arrivino facilmente, strade dove vivono professionisti e assessori. E invece altre dove la spazzatura può continuare ad accumularsi. Tanto lì la monnezza non va in prima pagina. I paesi divengono discariche di fatto. Tutta la provincia è un'ininterrotta distesa di sacchetti. E la rabbia aumenta. Spazzatura ai lati delle strade, o che si gonfia in collinette multicolori fuori dai portoni, dove sono apparse scritte come "non depositare qui sennò non si riesce più a bussare". Niente è cambiato se non l'attenzione. Dalla prima pagina alle cronache locali.

    Lentamente tutto questo rischia di divenire abituale, ordinario: la solita monnezza, parte del folklore napoletano, quotidiana come lo scippo, il lungomare e la nostalgia per Maradona. E invece qui è tragedia. Spazzatura ovunque, discariche satolle, gonfie, marce. Camion stracolmi, in fila. Proteste. E poi dibattiti, indagini, dimissioni, e colpevoli, ecologisti, camorristi, politici, esperti. Maggioranze e opposizioni e cadute di governo. Ma la monnezza resiste a tutto. E continua ad aumentare. La spostano dal centro alla periferia, la spediscono fuori città, qualcosa fuori regione. Però non basta mai, perché quella si riforma, si accumula di nuovo. Tutti pronti a parlare, in un'orchestra che emette suoni talmente confusi da divenire indecifrabili come il silenzio.

    Certo risulta difficile credere che se Roma, Firenze, Milano o Venezia si fossero trovate in una situazione simile avrebbero continuato a far marcire i sacchetti nelle loro piazze, a tenersi strade bordate di pannolini e bucce di banana, a lasciar invadere l'aria dall'odore putrescente degli scarti di pesce. Difficile immaginare che in una di queste città la notte girino camion che gettano calce sopra ai cumuli per evitare che le infezioni dilaghino e soprattutto che vengano incendiati.

    Il rinascimento napoletano finisce così, coperto di calce. Si sbandierava la rivincita della cultura, ma sotto il tappeto delle mostre, dei convegni e delle parole illuminate le contraddizioni erano pronte a esplodere. Non c'erano solo stuoli di progetti culturali e promozionali per il turismo. Negli ultimi cinque anni sono spuntati in un'area di meno di 15 km enormi centri commerciali. Prima il più grande del Sud Italia nel casertano, poi il più grande di tutt'Italia, poi il più grande d'Europa e da poco uno tra i più grandi al mondo: un'area complessiva di 200.000 mq, con 80 negozi di brand nazionali e internazionali, un ipermercato, 25 ristoranti e bar, una multisala cinematografica con 11 schermi e 2500 posti a sedere.

    Ultimo arrivato, a Nola, il Vulcano Buono progettato da Renzo Piano che ha tratto spunto dall'icona napoletana per antonomasia: il Vesuvio. Una collina artificiale, un'escrescenza del suolo che segue le uniche e sinuose forme del vulcano. Alta 40 metri e con un diametro di oltre 170, un complesso di 150 mila metri quadri coperti e 450 mila in tutto. Si costruiscono centri commerciali come unico modo di far girare soldi. Quali soldi? Le stime dell'Istat segnalano che la Campania cresce meno del resto d'Italia. La regione è mortificata nei settori dell'agricoltura e dell'industria e incapace di compiere il salto di qualità nel comparto dei servizi.

    E per quanto riguarda il valore aggiunto pro capite, se la media nazionale s'attesta a 21.806 euro per abitante, al Sud non supera quota 14.528. Keynes diceva che quando l'accumulazione di capitale di un paese diventa il sottoprodotto delle attività di un casinò, è probabile che le cose non vadano bene. Riguardo il nostro paese bisognerebbe sostituire al termine casinò la parola centro commerciale. Così rimangono, tra queste cattedrali di luci e cemento, gli interrogativi di sempre. Perché a Napoli c'è tutta questa spazzatura? Come è possibile quando cose del genere non accadono a Città del Messico e nemmeno a Calcutta o a Giakarta? È incomprensibile. Bisogna quindi essere didascalici. Perché le discariche napoletane sono piene? Semplice. Sono state usate male, malissimo. Sversandoci dentro di tutto, senza controllo.

    Chi gestiva le discariche non rispettava i limiti, né le regole riguardo alle tipologie. Somiglianti più a buche fatte male che a strutture per lo sversamento, le discariche si riempivano di percolato divenendo laghi ricolmi di un frullato di schifezze, fogne a cielo a aperto. E così si sono riempite presto, e non solo di rifiuti urbani. Scavare crateri enormi, portare giù il camion e poi, uscito il conducente, saldare le porte del tir e sotterrare: era un classico. Un modo per non toccare i rifiuti nemmeno con un dito. Il tutto dava un guadagno talmente alto da poter sacrificare, intombandoli, interi tir. A Pianura, racconta la gente, c'è persino una carcassa di balena, e a Parete pacchi e pacchi di vecchie lire.

    Ma perché i cittadini si ribellano alla riapertura delle discariche? Perché sembrano così folli da preferire i sacchetti che da circa due mesi hanno davanti a casa? Perché temono che insieme a quelli che dovrebbero essere solo rifiuti solidi urbani invece arrivino anche i veleni. Eppure ricevono le massime garanzie che la loro situazione non peggiorerà. Ma da chi le ricevono? Da coloro di cui non si fidano più. Da coloro che hanno sempre appaltato lo smaltimento a ditte colluse, a uomini imposti dai clan di camorra. E chi deciderà quindi davvero la sorte dei rifiuti? Come sempre i clan.

    A loro non ci si può ribellare. Ma siccome allo Stato invece sì, spesso contando su una buona dose di pazienza dei reparti antisommossa, si fa ostruzione alle sue decisioni perché non accada poi che si inneschino i consueti accordi. Si preferisce rinunciare persino agli aiuti economici destinati a chi vive nei pressi della discarica, piuttosto che correre il rischio di finire marci di cancro per qualche sostanza intombata di nascosto. Certo, tra i manifestanti ci sono anche i ragazzotti dei clan pagati 100 euro al giorno per far chiasso, bloccare strade, saper lanciare porfido e caricare. Ma loro rendono soltanto esasperate paure che invece sobbollono in tutti. E le rendono isteriche perché più spazzatura ci sarà, meno controlli ci saranno per le ditte pagate per raccoglierla e più l'uso dei macchinari in mano ai clan sarà abbondante.

    E più le discariche saranno bloccate, meglio si potranno infiltrare camion colmi di rifiuti speciali da nascondere mentre quelli bloccati fuori fanno da copertura. E i consorzi e la politica? I consorzi che gestivano i rifiuti lo facevano per conto di imprenditori e boss, mentre la responsabilità della politica locale e nazionale stava nella solita logica di non affidare posti a chi aveva competenze tecniche, bensì ai soliti personaggi con il solo requisito di essere in quota ai partiti. Quanti posti di lavoro distribuiti in periodi preelettorali, in strutture dove la raccolta dei rifiuti o la differenziata rappresentavano puramente un alibi. Perché non si è fatto nulla? Perché l'emergenza fa arrivare soldi a tutti. E quindi di emergenza si vive.

    Finita l'emergenza, finiti i soldi. Bisognava forse ribellarsi anche nei giorni in cui i clan prendevano terre. E il termovalorizzatore di Acerra su cui tanto si discute, che per anni non è stato costruito e ora lentamente sta per realizzarsi? Quel genere di impianto non è dannoso, dichiarano gli oncologi, al centro di Vienna uno simile è persino divenuto un palazzo prestigioso. Certo. Ma in un territorio dove l'indice di mortalità per cancro svetta al 38.4%, chi rassicura la gente che negli impianti verrà bruciato solo quel che si deve? Quale politica saprà mantenere la promessa di massimo controllo in una terra che è stata definita la Cernobyl d'Italia? Il centrosinistra ha creduto di essere immune dalle infiltrazioni camorristiche perché la questione camorra riguardava l'altra parte. Ma non era così. Le porte dei circoli della sinistra si sono aperte ai clan mai come in questi ultimi anni.

    E il crimine è stato percepito come un male naturale, fisiologico. La politica ha continuato a presentarsi sempre più come qualcosa di indistinto con l'affare e il crimine. Destra e sinistra uguali, basta mangiare. Il qualunquismo italiano forse non è mai stato così sostenuto dall'esperienza. E oggi occupano, bloccano, non collaborano perché non si fidano più di nessuno.
    Non c'è altro da dire e da fare. Togliere, togliere la monnezza subito. Non si può più aspettare. Togliere e poi capire chi ha ridotto così questa terra e accorgersi che i meccanismi che qui hanno portato allo scempio totale sono gli stessi che governano in modo meno mostruosamente suicida l'intero paese. In questi giorni mi è venuta in mente una scena di un racconto di Salamov, forse il più grande narratore dell'aberrazione del potere totalitario. Quando i soldati sovietici misero in isolamento alcuni prigionieri del gulag, tutti invalidi tranne Salamov, pretesero che consegnassero le loro protesi: busti, dentiere, occhi di vetro, gambe di legno.

    A Salamov che non ne aveva, il soldato, scherzando, chiese: "E tu che ci consegni? L'anima?". "No, l'anima non ve la do" rispose. Prese una punizione durissima per aver difeso qualcosa che fino ad allora credeva inesistente. Questo è il momento di capire se ancora abbiamo un'anima, e non farcela togliere come una gamba di legno. Non consegnarla. Prima che non ci restino che protesi.
    February 03

    crisi di governo

     
    Veltroni:voto a giugno ma prima legge elettorale,salari, riforme.
     
     
     

    Il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha ribadito oggi la sua preferenza

    ad andare alle urne non prima di giugno, dopo che il Parlamento approvi

    una nuova legge elettorale e provvedimenti sui salari con la regia di

    un governo in mano a Franco Marini.

    "Se il centrodestra è così sicuro di vincere, perché non si è

    disposti a prendere tre mesi. Il presidente (del Senato Franco)

    Marini ha detto tre mesi, non tre anni", ha detto Veltroni intervenendo

    al congresso del Partito democratico a Palermo.

    "Andiamo a votare a giugno, ma da qui a giugno mettiamo a posto

    quella legge elettorale, facciamo un intervento sui salari".

    "La terza cosa che abbiamo chiesto di fare in questi tre mesi

    oltre a salari e produttività -- ha proseguito Veltroni -- è un

    intervento per la riduzione del costo della politica".

    "Perché non facciamo intorno al presidente Marini una coalizione

    che riesca a fare adesso, prima di un voto in cui cittadini possano

    scegliere tra due proposte alternative, una convergenza per scrivere

    delle nuove regole del gioco".

    Veltroni ha citato il disegno di legge per le riforme costituzionali

    incardinato alla Camera -- che tra l'altro, prevede un dimezzamento

    del numero dei parlamentari, una sola camera legislativa e più poteri

    al premier -- dicendo che si potrebbe "approvare in pochi mesi".

    Lo scopo, ha aggiunto Veltroni, è far ripartire un Paese "bloccato

    anche dalla dittatura dalle minoranze, di tutte le minoranze, sociali,

    politiche"

    "La dittatura di coloro i quali essendo minaranza hanno nelle loro mani

    il potere più praticato in questo paese - il potere di veto".

    L'intervento del leader del Pd giunge mentre Marini è impegnato nelle

    consultazioni con partiti e forze sociali per tentare di formare un

    nuovo governo, evitando l'immediato scioglimento delle Camere.

     
    February 02

    scandalo elezioni anticipate

    Il voto anticipato regala 300 milioni alle casse dei partiti

    La legge destina 50 milioni all'anno ai partiti per ciascuna delle due Camere. Una norma del febbraio 2006 non interrompe l'erogazione anche se finisce il mandato.

     

     Sciogliere adesso le Camere e andare a votare significa regalare 300 milioni di euro ai partiti, cento milioni all'anno per i prossimi tre anni, fino al 2011, scadenza naturale della XV legislatura. Viene in mente "Lascia o raddoppia?", il gioco a quiz con cui gli italiani cominciarono a vincere soldi in tv nella seconda metà degli anni Cinquanta. Solo che stavolta i beneficiari sono i partiti e chi ci rimette è lo Stato, cioè i cittadini.

    Il gioco, se così si può chiamare, è molto semplice: ogni anno i partiti si dividono, a seconda dei voti che hanno ricevuto, una torta di circa 50 milioni di euro che vanno sotto la voce rimborsi elettorali. Cinquanta milioni per ognuno dei cinque anni di legislatura. Una volta, secondo logica, se la legislatura finiva il rimborso veniva interrotto per lasciare il posto a quello nuovo che comunque sarebbe arrivato.

    Invece nel febbraio 2006, ancora in sella il governo Berlusconi, interviene una piccolissima modifica che garantisce "l'erogazione del rimborso elettorale anche in caso di scioglimento delle Camere". Significa che i partiti rappresentati nel prossimo Parlamento - molti dei quali assolutamente identici - prenderanno due volte il rimborso elettorale. Succederà sicuramente a Forza Italia e al Pd che sommerà i rimborsi "vecchi" dell'Ulivo e quelli "nuovi" del Partito democratico. Forse anche in questo banalissimo calcolo di cassa sta una delle ragioni della volontà di tornare al voto. Votare conviene.

    Da 800 lire a 1 euro. La "guida" in questo viaggio nello spreco è Silvana Mura, deputata dell'Italia dei Valori e tesoriera del partito che per ben due volte, nella Finanziaria votata nel dicembre 2006 e in quella approvata a dicembre scorso, ha provato a cambiare le cose. Rimbalzando nel muro di gomma degli stessi partiti. Mani pulite e il successivo referendum avevano abolito nel 1993 il finanziamento pubblico ai partiti che nel 1999 rispunta fuori sotto la dizione "rimborso elettorale". Fin qui niente di strano. Anzi, civilmente corretto visto che i partiti sono al servizio dei cittadini ed è giusto che abbiamo un rimborso per le loro spese.

    Il rimborso viene quantificato in 800 lire per ogni voto ogni anno. L'arrivo dell'euro fa raddoppiare i prezzi di frutta e pane ma anche il rimborso ai partiti che nel 2002 - governo Berlusconi - da 800 lire passa a 1 euro tondo per ogni voto. Nessuno dice niente. I rimborsi scattano per le elezioni europee, Camera e Senato e regionali. Con i ritmi elettorali che ci sono in Italia praticamente è un rimborso continuo che puntuale compare ogni anno nei bilanci di Camera e Senato.

    Doppio scandalo. Gli "scandali", così li chiama l'onorevole Mura, in questa pratica tutta italiana sono almeno due. Il primo: "Il fondo dei rimborsi elettorali è una cifra fissa calcolata non in base a chi va effettivamente alle urne ma sul numero degli aventi diritto". Uno spreco nello spreco che vale qualche milione di euro. Il fondo annuale, tanto per la Camera tanto per il Senato, è pari a 49 milioni e 964 mila 574 euro. Ma il numero delle persone che vota non corrisponde mai agli aventi diritto e il numero degli aventi diritto per il Senato è inferiore a quello della Camera. Qualche esempio. Nel 2006 per la Camera ha votato l'83% degli aventi diritto. Se il rimborso fosse reale, cioè solo per chi ha votato, sarebbe stato pari a 41 milioni e 789 mila euro, "un risparmio", secondo i conti di Silvana Mura, di "otto milioni di euro all'anno". Per il Senato ha votato il 76% degli aventi diritto, pari a 38 milioni di euro circa con un risparmio di 11 milioni all'anno.

    Il secondo scandalo. E' quello che scatta nel caso di scioglimento anticipato delle camere. Fino al 2006 il rimborso veniva interrotto se si andava al voto. Più che logico visto che con la nuova legislatura scatta quello nuovo. Nel febbraio 2006, secondo governo Berlusconi, la norma viene così modificata: "In caso di scioglimento della Camere l'erogazione del rimborso è comunque effettuata". Una riga che vale qualche centinaia di milioni di euro. "Abbiamo provato - spiega Silvana Mura - a cambiare e a sostituire la parola "effettuata" con "interrotta" ma non ci siamo riusciti". E' impossibile perché il credito è vincolato. Come se uno accendesse un mutuo su quel rimborso: poi non puoi più rinunciarci perché vincolato.

    Così vanno le cose. "Una generosa liquidazione dovuta a una norma scandalosa che incentiva la fine anticipata della legislatura" dice Silvana Mura. Che accusa: "I partiti hanno trovato il modo di guadagnare anche sulle crisi di governo".

    Il resoconto della Gazzetta Ufficiale documenta che Forza Italia prenderà comunque 12 milioni l'anno fino al 2011 oltre a quelli che incasserà per il rimborso della XVI legislatura, la prossima. L'Ulivo ne prenderà circa 16 a cui potrà aggiungere i milioni che riceverà il neonato Pd. Chissà se nelle consultazioni si è parlato di questo inedito "Lascia o raddoppia?".

    February 01

    Grazie a tutti !! !! !!

     
    C'è sempre un momento, anche in questo momento, per fermarsi e capire un pò cosa succede intorno a me!
    Insieme a questo post, pubblico anche le foto di un altra sera indimenticabile, quella di ieri, il mio onomastico, qualcosa di pazzesco! Ma come ci siamo ritrovati tutti, ma come riusciamo a divertirci così tanto?...Ora, per un periodo c'è da pensare solo e soltanto allo studio, in questo "febbraio ROSSO di fuoco", ce la devo fare!.. L'unico dispiacere di ieri sera è che Raffy non c'era, ed insieme a lei pure Anto, Stefy, Emilio, Antonio, Edo e Antonietta...ma sicuramente nn mancherà occasione, visto che già stiamo organizzando per domani sera!...Un grazie immenso ai miei genitori, che hanno fatto si che la mia casa diventasse un disco-pub, alla mia sorellina, in versione cameriera, allo zio Tato frat a'mme, alla Lota Antonio, a Gianni il frevaiulo, ma sopratutto A Giusy, che voglio tanto bene e che ieri mi ha onorato della sua presenza!...Un bacio immenso anche a Daniela e Angela!!!!!....ma infine a loro, gli "animatori" della serata : Paky, Marisa, Angelo e Gigino!!!!! SIETE PAZZIIIIIIIIIIIIII
     
    Grazie infinito a tutti quelli che mi hanno inviato gli auguri, siete stati tantissimissimi, veramente tanti...grazie grazie grazie!!!!!!!!!
     
    Chiudo il post, con gli auguri che più mi hanno colpito, e così pubblico direttamente il msg....grazie Wanna!
     
    Ci sono cose che non si dimenticano.
    Cose, che hanno un modo tutto loro di bussare alle porte dell'anima
    e di imprimersi nella memoria.
    Con la mente ci torniamo milioni di volte
    qualche spigolo si ammorbidisce, l'ombra schiarisce,
    ma il vibrare che ci ha percorsi in quell'istante non si modifica.
    Ricordi che entrano per restare come boe luminose nel mare aperto della vita,
    o stelle fisse alle quali ci rivolgiamo ogni volta che avvertiamo il bisogno di sentire che
    da qualche parte c'è qualcosa che brilla per noi ...
    E' sempre meglio amare e perdere, che vincere e non amare mai!
    Con questa mia filosofy ti faccio i miei AUGURI.

    Crisi di Governo

    Elezioni subito non vanno bene

     

    I politici disinteressati che operano soltanto nell'interessedel Paese sono oramai rari. Dilagano invece i ribaldi, i politici che operano soltanto nell'interesse proprio. Come fermarli? Come rimandarli a casa? È sempre più difficile perché il Berlusco-Prodismo (in questo perfettamente appaiati) ha sempre più indebolito il potere dell'elettorato. A dispetto delle apparenze, siamo sempre più impotenti. Alle urne, alle urne!

    Alle urne per decidere che cosa? La risposta di rito è: persino per decidere il capo del governo. Ma quando mai? Se davvero il Berlusco- Prodismo volesse attribuire al popolo il potere di scegliere il premier, allora la scheda di voto dovrebbe chiedere: 1˚Volete il suddetto come premier? Sì / No; 2˚ Se No, allora chi...? Invece sulle nostre schede il nome è prestampato e nemmeno ne è ammessa la cancellazione. Il che configura una scelta senza scelta, e così un classico raggiro.

    Ancora. In passato gli elettori votavano per singoli partiti, il che vuol dire che avevano libertà di scegliere tra una molteplicità di offerte relativamente precise e distinguibili. Ma il Mattarellum e il Berlusco-Prodismo ci hanno regalato carrozzoni «coatti» che imbarcano cani e gatti e che propongono offerte fumose e intrinsecamente contraddittorie. I carrozzoni offrono all'elettore una maggiore libertà di scelta dei partiti separati? Direi proprio di no.

    Infine, oggi il problema più scottante è quello della «casta». A dir poco, almeno metà degli italiani è indignata e se ne vorrebbe liberare. Ma come? Non sanno come fare. E hanno ragione. Le caste (sia di destra che di sinistra) sono trincerate ovunque, e non saranno le proteste né l'astensionismo a sloggiarle. Il tanto inneggiato popolo sovrano non è mai stato incastrato, per non dire castrato, peggio di così.

    Dicevo all'inizio che oramai i politici disinteressati si contano sulle dita. Non se ne deve ricavare che anche se coltivano tutti il proprio interesse siano tutti egualmente dannosi per l'interesse generale. A Berlusconi conviene (per sé) saltare la riforma elettorale? Sì. A Veltroni conviene (per sé) avere la riforma elettorale? Sì. La differenza è che mentre l'utile del Cavaliere confligge con l'interesse del Paese, l'utile di Veltroni è anche nell'interesse del Paese. Su una scala da 0 (cinismo puro) a 10 (altruismo massimo), in questa partita piazzerei Berlusconi a zero e Veltroni a 5.

    Quanto al dibattito su elezioni subito o no, è un dibattito del tutto pretestuoso. Nemmeno è vero che non ci sia tempo, o che perdere tempo sia «delittuoso» (Fini). In Senato giace quasi pronta una buona proposta di riforma (la bozza Bianco) sulla quale un accordo trasversale potrebbe essere stipulato in pochissimi giorni. Se Berlusconi dicesse di sì, sarebbe cosa fatta. Ma Berlusconi dice di no, perché a lui, dicevo, l'interesse del Paese non importa un fico secco. Si avverta: una piccola generosità non lo danneggerebbe di molto e gli farebbe fare, in compenso, una bella figura. Ma il Cavaliere non è fatto così. Oramai gravemente afflitto dal «mal di potere», lo rivuole subito. Anche un solo giorno di potere mancato lo fa soffrire.

    ____________________________________________

    E' il caso di riportare direttamente un articolo dal corriere della sera, che ha ad oggetto la presa di posizione di ECONOMIST, il settimanale britannico, che già in passato ha puntualizzato sulla fame di potere del Berlusca.

    L'Economist: «Ma davvero l'Italia vuole un altro governo Berlusconi?»

    Il settimanale si schiera: «disastrosi» i suoi 5 anni a Palazzo Chigi. «Con lui il Paese non ha speranze»

    Di fronte alla possibilità di una nuova vittoria elettorale di Silvio Berlusconi (la terza in 14 anni) l'Economist si affretta a prendere posizione. Così, quando ancora non si conosce l'esito della crisi apertasi con la caduta del governo Prodi, il settimanale si stupisce subito per le follie (presunte) dell'elettorato italiano. E si chiede: «Ma davvero l'Italia vuole un altro governo Berlusconi?».

    DISASTRO - «L'Italia ha già abbastanza problemi: ha veramente bisogno un'altra volta di Silvio Berlusconi?», si legge in un editoriale che apparirà sul numero in edicola venerdì. Il settimanale economico di Londra definisce il quinquennio passato da Berlusconi a Palazzo Chigi «disastroso». Nonostante il periodico riconosca che Berlusconi ha stabilito alla guida del suo passato governo un primato di stabilità e durata, lo critica per non aver approfittato di una maggioranza solida e obbediente per riformare il paese. «Ha sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche», si legge nell'editoriale che definisce una «pillola avvelenata» la riforma elettorale in senso proporzionale approvata dal suo esecutivo verso la fine del mandato.

    CRITICHE RINNOVATE - L'Economist a ben vedere non fa altro che rinnovare le critiche già

    avanzate nel 2001, quando definì inadatto («unfit») a guidare l'Italia il leader di Forza Italia (che poi quelle elezioni le vinse sul serio, con ampio margine su Francesco Rutelli). E ribadite peraltro pochi mesi dopo, con un'altra celebre copertina sul fondatore di Mediaset: «Basta» (in italiano), corredato per giunta con un ancora più esplicito «E' tempo di cacciare Berlusconi». politico e si domanda se l'Italia meriti davvero un suo ritorno al potere. A ben vedere, quindi, tra il settimanale e l'ex premier non tira aria nuova: si tratta semplicemente di un nuovo round della loro personale guerra.

    CARENZA DI LEADER - Il vero problema del Paese, per l'Economist, è l'assenza in Italia di veri leader riformisti e pro-liberalizzazioni. La più giovane età di Walter Veltroni, secondo il settimanale, potrebbe dare al segretario del Partito Democratico qualche chance in più, ma l'Economist ritiene che le credenziali riformatrici del sindaco di Roma non siano ancora state testate e neanche la sua capacità di tenere insieme una maggioranza indisciplinata. Ma se il centrosinistra non dà certezze, il centrodestra ne dà in senso opposto, sostiene il settimanale. «Non c'è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi. Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe rivelarsi peggiore e smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell'evasione fiscale», si legge nell'articolo. «Pur essendo un uomo d'affari di successo, (Berlusconi) rimane inadatto per ricoprire il ruolo (di presidente del Consiglio) cui tanto aspira», conclude l'Economist.

    Lentamente muore

     

    "Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
    giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
    fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
    davanti all’errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
    chi e’ infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia
    aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
    della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
    risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
    vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
    di respirare.

    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
    splendida felicita’
    ."

                                                                Pablo Neruda

    January 31

    ...tanti auguri a me!

    Chi è San Ciro????...oggi è il mio onomastico così, la curiosità mi ha spinto a  farmi e farvi un regalo, cioè spiegare un pò chi è questo San Ciro da Portici!..mi faccio quindi tanti auguri, e mando un mega bacio ad antonella che è stata la prima!...grazie anto per lo splendido messaggio!!!
     

    San Ciro insieme a san Gennaro e' uno dei santi piu' venerati in Campania. Le sue reliquie sono custodite nella Chiesa del Gesù Nuovo, leggiamo insieme la sua storia

    San Ciro è  uno dei santi piu' venerati in campania, e' patrono delle città di Portici e di Vico Equense.   Nell'epoca in cui visse il cristianesimo  cominciava a diffondersi e a poco a poco,  coloro che gli si avvicinavano vivevano con fervore  la loro fede ed  affrontavano ogni genere di difficoltà e, se era necessario, difendevano col sangue il proprio credo. I Martiri erano gli eroi della Chiesa primitiva, e i loro corpi venivano gelosamente custoditi e venerati.

    S.Ciro conforta i cristiani prossimi al martirio

    San Ciro era nato e viveva ad Alessandria d'Egitto, allora una delle città più importanti dell'antichità, centro culturale e  fiorente, perché, posta tra l'oriente e l'occidente, attirava uomini di tutte le razze. Era ricca di mercati, musei, monumenti, centri di studio. Famosa era la sua Biblioteca, prima che venisse distrutta dagli arabi. Alessandria d'Egitto nulla aveva da invidiare alle grandi città del tempo, compresa Roma. Celebre era pure la scuola di Medicina, dove aveva studiato anche Galeno.

    Sappiamo dalla tradizione che S.Ciro era un medico valente che - come dice S.Sofronio - dirigeva quello che ora noi chiamiamo un ambulatorio, dove venivano curati soprattutto i poveri.

    Praticando l'arte della medicina si guadagnò l'appellativo di medico anargiro, cioè senza argento. Era infatti sua abitudine prestare le proprie cure a tutti, soprattutto ai poveri, ai quali non veniva chiesta alcuna ricompensa in cambio.
    In quel tempo ad Alessandria, oltre i medici, pullulavano astrologi, maghi e indovini, che spesso causavano disordini e rivolte. L'imperatore Diocleziano, che da poco aveva sedato la rivolta di Achilleo VIII, non poteva tollerare questi ciarlatani, e presto cominciò a perseguitarli, distinguendo poco tra medici e maghi. S.Ciro fu costretto quindi a lasciare la città e si ritirò in Arabia, a est del fiume Nilo.

    Nella solitudine poté dedicarsi totalmente alla preghiera e alla meditazione, dando origine a quella forma di vita monastica di cui, in seguito, S.Antonio Abate sarà considerato il fondatore.
    Giovanni, nato ad Edessa fu il suo primo discepolo, un ex soldato, cheaveva militatonell'esercito romane e che convertitosi alla fede cristiana aveva poi lasciato.Con  S.Ciro per quattro anni, si  dedicò anche lui alla preghiera e alla meditazione, e quando il maestro decise di tornare ad Alessandria lo seguì.

    La persecuzione di Diocleziano contro i cristiani imperversava  e anche nelle cittadine vicine c'erano carcerazioni, minacce e condanne a morte, cosi'  S.Ciro  tornò per sostenere i cristiani minacciati e imprigionati, e con Giovanni si fermò a Canòpo, località distante una ventina di chilometri da Alessandria,  per sostenere nella fede Atanasia e le sue tre figlie, Eudossia, Teodota e Teotiste che erano state catturate dai soldati romani..

    Qui subirono le stesse terribili torture riservate ai cristiani in questi casi: vennero bastonati, bruciati con fiaccole e, per straziarli dal dolore, le loro carni piagate furono cosparse di aceto e sale.
    La tradizione della Dimostranza tramanda che San Ciro sia stato immerso nella pece bollente e che, essendo sopravvissuto a questo supplizio, sia stato decapitato. Il martirio avvenne il 31 gennaio 303

    Era il 31 gennaio del 303 (o 312, come alcuni storici sostengono). I cristiani raccolsero i corpi dei martiri e - come ci assicura S.Onofrio - li seppellirono in una basilica eretta in onore di S.Marco.
    Intanto la devozione per i santi Ciro e il suo compagno Giovanni si estendeva sempre più, e da ogni parte si correva al loro sepolcro. Quando poi gli arabi occuparono l'Egitto, verso la metà del VII secolo, non si sa bene cosa successe, ma poiché vicino a Canòpo era sorto un villaggio chiamato Aboukir, si pensa che tale nome provenga da Abba Kyr, cioè “Padre Ciro”, essendo il Martire ritenuto da tutti un vero padre.

     S.Ciro

    Dall'Egitto le spoglie dei martiri furono portate a Roma, e quando i gesuiti costruirono a Napoli la chiesa del Gesù Nuovo, le reliquie dei corpi dei santi Ciro e Giovanni furono traslate in questa città insieme ai resti di altri santi martiri. Ma i santi Ciro e Giovanni erano già venerati a Napoli dai gruppi di origine egiziana, che da secoli operavano in città.

    Verso il 1675 giunse a Napoli, nella residenza dei gesuiti, S.Francesco de Geronimo, che nella sua predicazione mise di nuovo in auge il culto dei santi martiri Ciro e Giovanni. Ne chiuse alcune reliquie in una teca d'argento, e nelle predicazioni e missioni popolari se ne serviva per benedire e segnare gli ammalati. Gli effetti furono strabilianti: si ottenevano guarigioni di ogni genere e anche gli animali e i raccolti ne beneficiavano.

    Da ogni parte grandi folle - come narrano le cronache del tempo - accorrevano alla chiesa del Gesù Nuovo per venerare il corpo di San Ciro. L'11 maggio del 1716  S.Francesco de Geronimo morì, ma la devozione a S.Ciro si era ormai radicata nel popolo, e proseguì anche quando i gesuiti furono costretti per lunghi periodi a lasciare Napoli.

    La festa dei due martiri egiziani Ciro e Giovanni si celebra ancora adesso ogni 31 gennaio, con grande affluenza di fedeli, ma nel corso dell'anno ogni giovedì è dedicato, nella chiesa del Gesù Nuovo, alla loro memoria.

    January 29

    ..la tua felicità!

     
     "Probabilmente in ogni esistenza ci sono periodi di questo genere:
    davanti a te vedi strade pianeggianti,
    nessun ostacolo, nessuna nube nel cielo, nessuna pozzanghera sul tuo cammino.
    Allora ti librerai imponente sulla vetta e ti sembrerà di accorgerti, ogni giorno di più,
    che caso e fortuna non esistono e che il tuo presente, e anche parte del futuro,
    te li sei meritati e conquistati, semplicemente perchè ti son toccati in sorte.
    E sarebbe bene rallegrarti di questa constatazione
    perchè su di essa è fondata la felicità delle principesse, proprio come la felicità dei passeri è fondata sul letame,
    e non dura mai a lungo..."
                                        Hermann Hesse

    la caduta del centrosinistra

    Alle origini del fallimento

     

    La fine del governo Prodi evoca innanzi tutto un'importante questione storica destinata, temo, ad accompagnarci a lungo: la costante minorità numerica della sinistra italiana, e dunque la sua costante debolezza elettorale di partenza. L'Italia profonda non è un Paese progressista. Ciò costringe la sinistra, per avere qualche probabilità di andare al governo, ad allearsi con forze diverse da lei, più o meno dichiaratamente conservatrici. Il che, tuttavia, come si capisce, può avvenire in momenti e su spinte eccezionali (per esempio l'antiberlusconismo) ma è difficile che duri a lungo. Si aggiunga — come concausa di questa minorità, e sua aggravante — la paralizzante eredità comunista. La vicenda italiana indica quanto sia difficile che da quell'eredità nasca un'evoluzione di tipo uniformemente socialdemocratico. La stragrande maggioranza degli eredi del vecchio Pci, infatti, come si sa, ha rifiutato tale evoluzione e il suo nome, preferendo invece, al suo posto, quello alquanto vago di «democratici ».

    Accanto a loro è nato dal tronco del vecchio partitoun blocco di tenace radicalismo (le tre o quattro formazioni che ancora si dicono «comuniste ») il quale include almeno un terzo dell'antico elettorato di Botteghe Oscure: insomma un ulteriore fattore di debolezza. C'è poi da ultimo la sinistra cattolica proveniente dalla vecchia Democrazia cristiana. Per avere qualche speranza di vincere è necessario dunque assommare e combinare queste tre componenti, e in più, come dicevo, è necessario trovare un'alleanza con il centro. Un'impresa non da poco, bisogna ammettere; proprio per riuscire nella quale si è spinti a ricorrere a una personalità a suo modo autonoma e di prestigio, per esempio Romano Prodi, la quale però a sua volta tenderà per forza di cose a concepire anch'essa prima o poi una sua personale strategia, a costituire un suo personale polo politico. Portando così al massimo il potenziale divisivo e la confusione delle lingue. Il governo Prodi, già nato sulla base di queste difficoltà strutturali, le ha aggravate di suo con una serie di errori e di insufficienze. Innanzi tutto con la faccenda del programma. Invece di provare a superare la fortissima disomogeneità dell'alleanza accordandosi preliminarmente su cinque, al più dieci, cose importanti da fare nella legislatura, invece di perdere anche magari qualche settimana prima delle elezioni a discutere priorità e stabilire modalità a quel punto davvero vincolanti, si è preferito soddisfare le esigenze identitarie dei circa dieci-dodici componenti della coalizione e compilare un ridicolo programma «monstre» di 280 e passa pagine, impossibile da attuare ma solo fonte di discussioni e rivendicazioni continue, da parte di tutti contro tutti, appena si è cominciato a governare: e da cui nessuno, ovviamente, si è mai sentito impegnato. Anche su queste secche si è incagliata la capacità realizzativa del governo. La cui portata assai limitata, del resto, si è però vista già all'inizio, nell' estate del 2006, quando il ministro Bersani presentò un pacchetto di riforme liberalizzatrici che, pur se nella sostanza cautissime, furono ancor di più sterilizzate finendo per partorire il più classico dei topolini.

    Egualmente, di qualunque vera riforma dell'ordinamento giudiziario— un'altra questione cruciale che mina la vita del Paese — non si è sentito mai parlare. Lo stesso dicasi poi per quella che pure il centrosinistra aveva presentato come la più urgente ed essenziale delle riforme: la legge sul conflitto d'interessi. Sono pure cadute nel dimenticatoio grandi questioni nazionali, come l'infame legislazione sulla sanità pubblica, le condizioni delle reti infrastrutturali, lo stato disastrato dell'istruzione. Per quanto riguarda i conti pubblici, infine, anche qui all'urgenza da tutti invocata di ridurre la spesa pubblica non è stato dato alcun seguito, nel mentre si è ricorso come sempre all'aumento del carico fiscale. Insomma, la coalizione di centrosinistra, presentatasi come portatrice di volontà e di visioni realizzative assai superiori a quelle dei suoi avversari, è mancata clamorosamente alla promessa creando un sentimento di disillusione profonda nell'opinione pubblica. Sentimento accresciuto dalla presenza, anche ai vertici, di un personale politico troppo di frequente demagogico, vuotamente assertivo quanto inconcludente, di cui il ministro Pecoraro Scanio è stato l'esempio ormai emblematico.

    Un personale politico che su un altro versante ancora ha mostrato peraltro la sua scarsa qualità: su quello dell'occupazione del potere. A cominciare dal presidente del Consiglio il centrosinistra ha condotto dappertutto una sistematica politica lottizzatrice. I suoi uomini di governo, favoriti dalla vasta influenza sociale e culturale a loro omogenea, frutto della storia della Repubblica, non hanno mai fatto spazio a nulla e nessuno che non portasse la loro etichetta politica. Posti, incarichi e finanziamenti sono andati solo a persone e cose della loro parte. Per quella che non era ritenuta tale, invece, non si è mancato di fare ricorso a pressioni dirette e indirette, intrecciate a più o meno sottili intimidazioni. In questo modo, e abbastanza paradossalmente, la coalizione di centrosinistra è venuta costruendo un'immagine di sé sempre più identificata con le oligarchie e i poteri tradizionali, con le nomenclature più tenaci della Repubblica. E ben prima che il verdetto del Senato sono stati lo scoramento e la delusione che tutto ciò, insieme al resto, ha provocato nei suoi stessi elettori, che hanno scavato la fossa in cui alla fine il governo è precipitato.

    January 25

    ...se ti scrivo solo adesso!

     
    "..se ti scrivo solo adesso un motivo ci sarà!"
    E' così che inizia una canzone del mitico Liga, ed è così che mi spiego il perchè di questo scrivere!...ma il fatto è che questo motivo io non lo conosco, il motivo del perchè da un pò di tempo sei ospite fissa dei miei pensieri..all'improvviso sei diventata quel raggio di sole dopo una tempesta, che credevo avesse spento il mio vivere!
    Ora ci sei tu, nei miei giorni, vivo un pò di te, poco alla volta...ma questo mi basta, saperti nella mia vita, già mi basta! Forse sarò "anni luce" dai tuoi pensieri, ma per ora questa situazione mi fa stare bene...vivere senza sapere, nè pensare a cosa ci sarà nel mio domani, e accontentarmi di fare piccoli passi nella mia vita, e sapere che sei lì, con me.
    La vita mi ha insegnato tanto fino ad ora, e forse sarà solo una piccola percentuale di tutto quanto dovrò ancora vivere e imparare...ma ho capito quanto fa male la falsità della gente, sopratutto di quelle che senti più vicice, e di quanto faccia male, quando scopri che tutto quello per cui vivevi, all'improvviso è un vuoto a perdere, senza senso...il tempo cambia le cose, è lui solo lui che risistema tutto e dà risposte a tanti perchè!
    Oggi, per vicende diverse della vita , anche tu vivi un periodo difficile...e allora affidiamoci al tempo!
    Dovrò forse chiederti scusa per tutta questa situazione, perchè nn so come potresti prendere, o cosa provi leggendo queste cose, però ci sono cose che nascono da sole, e questa è nata così...nn penso al futuro, perchè troppe volte si è rivelato diverso rispetto al reale, e allora la vivo così, ma nn immagini quanto mi fa star bene dirti questo e sapere che tu sai.....
    "Scusami se ho preferito scriverlo, che dirtelo...ma nn è facile dirti che sei diventata il senso di ogni mio giorno!" 
     
     
     
    January 24

    L'essenza dell'essere napoletano!

     
    Sei di Napoli se hai esclamato almeno una volta nella vita"UAGLIù TUTT'APPOST?"
    Sei di Napoli se in disco o in qualsiasi altra situazione in cui stai bene dici  "STO PARIANN A PAZZ''
    Sei di Napoli se sei stato male dopo un "panino completo" di Giggino strafogato alle 5 di mattina
    Sei di Napoli se vedi la vita a colori quando tutto è nero
    Sei di Napoli se dopo l'alba vista da Mergellina ti fermi al Ciottolo per un mega cornetto ...
    Sei di Napoli se dici che quelli del liceo classico sono  "chiattilli"
    Sei di Napoli se sei andato a comprare il fumo dalla "sposa" ai quartieri spagnoli
    Sei di Napoli se dici "lacchiesa" con la doppia "c"...
    Sei di Napoli se i friarielli ti piacciono di più con la sasiccia nella marenna
    Sei di Napoli se litighi con tutti quando sei bloccato in tangenziale
    Sei di Napoli se chiami il tuo scooter "o mezz"
    Sei di Napoli se trovi normale chi và in scooter minimo a 3
    Sei di Napoli se parcheggi in quinta fila e ti lamenti quando al ritorno trovi una multa
    Sei di Napoli se prima di sapere di che argomento si tratta dici  "ma io nun sacce nient''
    Sei di Napoli se quando non ti viene un termine in italiano e lo sbagli, poi ti giustifichi dicendo che volevi dirlo in dialetto
    Sei di Napoli se riesci a fare battute anche in situazioni drammatiche
    Sei di Napoli se apprezzi la buona tavola
    Sei di Napoli se la domenica mangi alle 15.00 e finisci il giorno dopo
    Sei di Napoli se quando giochi a tombola al primo numero dici ambo!
    Sei di Napoli se pensi ke nn ci sia niente di meglio che prendere il sole a Mergellina sugli scogli con la birra fredda e il tarallo caldo
    Sei di Napoli se almeno una volta hai messo lo stereo a palla per cantare le canzoni di Nino D'angelo
    (na bandier tutta azzurr che arrassumiglie o ciel' e o mar e stà città)
    Sei di Napoli se a volte chiami "Lote" gli amici che ti hanno fatto un torto
    Sei di Napoli se spendi tutto in un giorno e dici :  "diman' Dio c'penz''
    Sei di Napoli se sei costretto ad emigrare per trovare un lavoro decente
    Sei di Napoli se allo stadio o sul divano di casa urli di gioia tutto sudato quando Lavezzi segna un gooooooooooooooool

    Sei di Napoli se ci rimani male quando il resto d'Italia pensa che ci sia solo Monnezza............e tu sai che non è così!

     

    ...geograficamente e socialmente, credo che siamo troppo ricchi per essere africani, ma allo stesso tempo troppo poveri per essere europei, ed allora cosa siamooo???? SIAMO NAPOLETANI..


    January 13

    emergenza a napoli

     
    Sarebbero ancora oltre mille le tonnellate di spazzatura disseminate lungo le strade della
    città di Napoli. Gli autocompattatori dell'Asia, l'azienda speciale igiene ambientale, continuano a registrare difficoltà nel conferimento presso gli impianti di Caivano e Giugliano (in provincia di Napoli) dei rifiuti raccolti. Oggi all'impianto di
    Rifiuti a Napoli
    Giugliano, infatti, è stato possibile scaricare appena 150 tonnellate a fronte delle 420 previste.
    Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha in programma «soprattutto di promuovere la raccolta differenziata, che in questi anni, in questa regione, non è stata realizzata. L'impegno del ministero è di fare in modo che anche la Campania rispetti le leggi dello Stato e le norme europee sulla raccolta differenziata».
    A causare la crisi è stata la chiusura, all'inizio dello scorso giugno, dell'impianto di Cdr di Tufino, uno dei sette presenti in Campania dove i rifiuti conferiti vengono trasformarti in combustibili. In città, mediamente la produzione dei rifiuti, in questo periodo dell'anno sfiora la quota delle 1200 tonnellate al giorno. A rendere più difficile la situazione sono anche gli incendi appiccati dai cittadini esasperati ai cassonetti. «Si sta lavorando per cercare di uscire da questa emergenza – dice Lino Bonsignore, direttore dell'Asia – preferisco essere ottimista e pensare che nel giro di qualche giorno la situazione possa tornare alla normalità».
    La polemica sul Senato che lavora poco è di qualche settimana fa. Il problema dei rifiuti nel napoletano dura dal 1994 e in questi giorni è diventata, più che un’emergenza, uno scandalo davanti agli occhi del mondo.
    Tra centrodestra e centrosinistra, nei banchi del Senato, per la XV Legislatura (cioè quella partita il 28 aprile 2006) siedono 30 eletti nella regione Campania e alcuni di un certo peso. Dai Ds Massimo Brutti e Massimo Villone, ai Dl Antonio Polito, Antonio Maccanico, al ministro Udeur Clemente Mastella. Nutrita anche la schiera del centrodestra: Giuseppe Pisanu, Franco Malvano, Lino Iannuzzi, di FI, Pasquale Viespoli, di An, e il transfuga Marco Follini.
    Due soltanto invece gli interventi legislativi in materia di “monnezza” in circa 14 mesi di attività parlamentare. Frutto più dell’azione dell’esecutivo che del lavoro in Aula. La conferma viene sia dal motore di ricerca interno al Senato sugli Ultimi atti approvati, sia dal sito del Parlamento italiano, collegato a quelli di Camera e Senato, che riporta l’ Indice cronologico delle leggi approvate. Impostando una semplice ricerca con le parole chiave “emergenza rifiuti”, ne risultano due Decreti Legge governativi: quello del 9 ottobre 2006, convertito in legge nel dicembre dello stesso anno e quello dell’11 maggio scorso, con gli “Interventi straordinari per superare l’emergenza rifiuti nella regione Campania”, di cui non è ancora iniziato il dibattimento.
    In compenso, cercando tra i disegni di legge in estenuante attesa di essere discussi a Palazzo Madama, si scopre che tra le 18 proposte (sull’istituzione del difensore civico per l’ambiente, sulle norme per l’approvazione del protocollo di Kyoto, sulla tutela delle popolazioni rom e sinti, ecc…) una sola c’entra il tema e chiede lo “scioglimento dei consigli comunali per mancato conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”. Insomma, l’unica attività dei parlamentari pare sia quella di prorogare di anno in anno il decreto che dichiara lo stato di emergenza in Campania e nomina il commissario straordinario, che da ottobre 2006 è Guido Bertolaso, capo della Protezione civile (i cittadini possono “avvicinarlo” grazie al sito web dell’emergenza). Il Palazzo gli ha delegato il da farsi, lasciandolo spesso solo a lottare contro le resistenze di popolazioni e sindaci sul piede di guerra contro discariche e siti di smaltimento. Per risposta, il commissario in otto mesi ha minacciato almeno due volte di andarsene, facendo capire che lo stato di continua calamità dei rifiuti campani sembra diventato una storia infinita, oltre che maleodorante: l’immondizia che letteralmente ricopre Napoli è pari a 2.600 tonnellate.
     
    ...sono stato a napol iieri, il problema c'è, ma adire il vero...napoli è sempre napoli..per i negozi, piazza del plebiscito, la galleria, via Roma, via chiaia, mergellina...ma mi piange il cuore se penso a quanti vedono la tv, giornali...e a come è dipinta napoli! La soluzione....beh, difficile da trovare, ma io direi che se la gente scatta in rivolta perchè nn vuole sentire la puzza di spazzatura sotto casa, nemmeo però vuol sporcarsi le mani per differenziarla!...c'è la camorra???..la camorra a napoli ha fatto anche stare bene, nn penso sia un problema del genere...non sò se sapete che nel passato, tipo nel 1998, a caserta, si creò un sito di rifiuti speciali, altamente tossici, che venivano dalla lombardia, piemonte, veneto....ora la soluzione?...la sardegna ci sta aiutando, ma bisogna risolvere dall'interno il problema...dire creare energia come in germania è una bufala, i nostri rifiuti prima devono essere differenziati, quindi dico a tutta quella gente che a pianura è in guerriglia, ma nn pensate che la colpa sia pure vostra?

     
    January 10

    la mia nuova vita!

    DSCF3371   Ed è così, siamo nei primi giorni  del nuovo anno, anche per l'università è già tempo di esami..dopo la sbronza natalizia si ricomincia nella quotidianità delle mie cose! Ma quanto è cambiata la mia vita, ho riscoperto tante cose che prima ignoravo, e perso tante inutili cose, forse, che davo per scontato..i giorni passano, e sempre più son contento della mia nuova vita! Di tanto in tanto è bello pure togliersi delle soddisfazioni, dei sassolini dalle scarpe..e così, mentre sta per partire la 13° edizione della Fiera, (..e non la 12° come da manifesto..! ah la sagra è alla 30° edizione, non la 29°!), non senza difficoltà, improvvisamente c'è chi dal palazzo si ricorda del nostro gruppo...ma prima non ci avevate scartato preferendo l'attuale organizzazione!..mah, eterna ambiguità, ma comunque in bocca al lupo per la manifestazione fieristica...noi esordiremo il prox mese in un paese vicino aL NOSTRO  con un grande evento!..poi vi farò sapere! Si riprende il ritmo degli esami, e dello studio, che mai come ora mi gratifica così tanto...al punto che mi sono innamorato del libro di tributario, e passiamo insieme dei bellissimi momenti...sempre tanti amici insieme a me, loro che mi regalano infiniti momenti di puro divertimento, pensa che anche un caffè con un amico sembra speciale...non pensavo che cose così banali, prima oscurate dalla falsità di qualcuno, oggi avessero così tanta importanza! Non immagini quanto son contento di aver voltato pagina, ed essermi lasciato alle spalle persone e cose, che mi facevano vivere male, e rendevano banale e scontato ogni momento della giornata..ora ci sono tante novità!..la più importante...beh....si...c'è qualcuno che...ormai qui sul blog lo sanno tutti!...hihi !...è solo un amicizia, ma è un amicizia molto speciale...non so se però lei sa che mi da tanto anche se non fa nulla, anche solo se stiamo insieme a parlare, a ridere, al telefono, all'uni....sei davvero unica!..come posso ignorarti ora che la tua solarità sta entrando di prepotenza nei miei giorni, e mi sta sconvolgendo sempre più?????????...non so come andrà, ma per ora ringrazio tutti gli amici che mi hanno fatto avvicinare a te....poi si vedrà....ti voglio bene!...non vedo l'ora di rivedervi tutti....!!!!!!!!  DSCF3477
    January 05

    la notte della befana

    ..anche se nn sono più bambino, è bello credere ancora alla befana! Ricordo che da piccolo questa notte mi spaventava a morte...io e la mia sorellina tutti impauriti!...wà...e poi la mattina, appena svegli a rovistare per la stanza in cerca della calza, del pacco regalo...mamma mia che bei ricordi! Oggi nel 2008, a 24 anni....stanotte c'è sempre ansia e paura, ma nn per la befana, assolutamente...ma per la prova di tributario che ho da fare lunedì alle ore 17,30...sarà una lunga notte, di studio, visto che ho iniziato appena 4 giorni fa a studiare...cmq in ogni caso spero che arriverà la befana, mi lasci la calza accanto al lettino, bella ricca ricca di cioccolata...ma poi giuro!...sarà dieta, appena finirò la cioccolata, sarà dieta...nun esist!!!!!!!...ho chiesto un regalo, spero che tra le tante cose dolci, nella calza possa trovare anche te...per ora mi accontento, so che devo aspettare...ma nn puoi fermarti ora che sei ad un passo da me....Buona befana a tutti!!!!!!!!
    December 30

    ..arriva il 2008..

    Quando si conclude un anno, è tempo di bilanci..allora si compara il positivo, i successi, le soddisfazioni, ed il negativo, le sconfitte, i bocconi amari da mandare giù..e poi si fanno i buoni propositi per il futuro!..e allora io seguo tale schema, iniziando con il dire che il 2007 è stato un anno positivo, ricco di esperienze a cominciare dal Forum dei Giovani, dal comune alla provincia, sempre con lo stesso impegno vivo questa nuova esperienza di vita, tra mille difficoltà, ma comunque con l'idea di crescere e fare qualcosa per una realtà come quella giovanile che offre molto poco..l'università, come nella vita, beh si può dare sempre di più, ma in ogni caso poteva andare anche peggio, e così oggi all'inizio del 2008 segno un "meno dieci" esami, ancora tanto da sacrificare! poi cominciano le delusioni!
    allora inizio da un rapporto sempre più deludente con chi invece dovrebbe incentivare i giovani, in politica, nel sociale...beh, sicuramente un politico non bisogna mai prenderlo sulla parola, questo è certo, ma in questo anno scopro, che l'amicizia ipotetica che mi legava a tale personaggio, altro non è che interesse di parte..la stranezza? l'interesse è della sua parte, mica mia!..è questa la mia più grande delusione del 2007, credere in un progetto, che giorno dopo giorno vedo sempre svanire..in ogni caso, qui volgo lo sguardo al futuro!
    Inizia così un nuovo anno, e a dire il vero non ho dei propositi, ma ho idee chiare nell'impegno che devo mettere in campo per il Forum provinciale, per l'università..ma soprattutto, l'impegno a mantenere e curare tutte le splendide amicizie che questo periodo ed il santo natale mi hanno regalato...allò, grazie a tutti voi, per gli attimi che passiamo insieme, per quel poco che date alla mia vita, senza sapere che quel poco è già tanto, tantissimo...immenso! comincio da chi ho dimenticato, e chiedo scusa...caro Ciccio Martone, la colpa è tutta tua perchè ci vediamo pochissimo, e quindi nel scrivere ti avevo dimenticato...ma nn sarà un problema se ti dico che sei veramente nu carnalon!..dai veramente molta importanza alla mia amicizia, e di questo ti son grato! Tato, nn so più cosa dirti, mi sorprendi giorno dopo giorno, sempre più legato a me, come fratelli..stamm pariann insieme, mentre fino ad un paio di mesi fa, ricordi, ci incontravamo "come latitanti" hihi, e ci lamentavamo ..ora??? abbiamo il coltello dalla parte del manico!..poi ce lui, il mitico, l'unico, l'assolutamente...weeee Antonio Buondonno detto "boccadoro!" diciamo che sei il più bel regalo del 2007! la tua amicizia e la tua presenza sono diventate come un abituale, ma sempre più gratificante modo di vivere dei momenti e delle serate particolari..poi stanotte tutte e tre abbiamo dormito insieme...maròòò appena ripristino il problema, pubblico le foto!..tanti auguri anche alla tua metà, che tanto fa per sopportare te e noi che ti sequestriamo sempre, auguri Dany. poi voglio fare gli auguri, a tony torrente, il piccolino, anche se ultimamente è un pò troppo nervoso, o vogl semp ben..si fa vedere poco, ma saranno queste feste!..un altro che si lamenta e dice che non lo voglio bene..eccolo, è Giovanni...scè, io ci credo nell'amicizia, perchè pensi che io possa avere rancre verso di e?..si forse è vero, parli troppo, urli...al karaoke vuò cantà sempre tu, però....ti voglio bene! ancora i tanti amici, i compaesani, pippo, gaspare, alfonso, fattorù, mario russo, peppe cal, alf, gianlu, rino, o'russ, poi nicola, elio, giovanni maggiolini, lino, beh....se ho dimenticato qualcuno, chiedo scusa!..ma speriamo che tutti insieme, come nel passato, anche nel futuro , possiamo accomunarci in futuri progetti ed esperienze..non ci perdiamo, cerchiamo di allargare questa amicizia! Il Forum provinciale, che si riunisce anche il 28 dicembre, grazie al presidente micera...beh, presidè, nei tuoi confronti sai quanta stima nutro, e volevo dirti grazie per come ti innalzi ad "umile servo", sei veramente un ragazzo in gamba, e dico che sarò con te in questa battaglia...a proposito di battaglia!!!! auguri pure a te chiara - qualiano!..tu che sei verso la battaglia finale!!!!!..ancora auguri agli amici di sorrento, davide e paolo, agli amici di casandrino, aversa, pompei, torre del greco, casavatore, napoli..agli amici di liveri (..e parlo di liveri nn posso che ricordare la dolce dottoressa, che come a natale saluto affettuosamente e gli auguro un anno alla grande, per ritornare grande...anche se Anna già ci sei e nn lo sai!), poi acerra, capri, ...etc etc etc...a tutti, un pò di impegno in più e spirito di gruppo, la strada è dura, e sole se restiamo uniti ce la faremo!..spero che il nuovo anno sia l'anno ideale per chiarire alcune discordie interne ed esterne al Forum Regionale della Gioventù..
    un  Augurio particolare a tutti i miei contatti del blog, a marianna, a teresa..e poi al mio dolce "angelo"....quando ci vediamo??????..auguri a Lucy, a Lulù, a Peppone a Carletta, a Palma, a Marilena, a Wanna...
    poi tocca a voi, i mitici....!...gli amici universitari...ora diventati sempre più comitiva fissa di uscite e cazzeggiate..grazie per gli incontri, i sorrisi, le gioie, i dolori, gli sforzi, i caffè, le sigarette, le ubriacate che ci siamo regalati in questo 2007...con la speranza che il 2008 sia sempre più IN, tanti auguri a Emilio, Antonello, Edo & Antonietta, Antonio De Caro, Nicola Frezza, Giusy (ti voglio tanto bene) e Stefy (..anche a te), Antonella, Stella, Vito e Salvatore, Giovy e Patrizia...beh credo allora di aver chiuso qui..con la speranza di non aver dimenticato nessuno, Tanti Auguri di Buon Anno a tutti.....ma noooooooooooo!?!? certo che nn mi son dimenticato! FARFARELLA tanti auguri anche a te, era solo che tu li meriti diversi...ora che ti sto conoscendo ogni giorno sempre di più, beh, ...spero che il 2008 ti dia quello che stai cercando, perchè lo meriti...quello che penso di te??...lo sa già tutto il blog, ma c'è una cosa che voglio dire solo a te...quando inizia un nuovo anno, c'è sempre un desiderio, quello che vorresti vedere relizzare per dire poi, alla fine, è stato un anno fantastico...io ce l'ho questo desiderio, l'ho esprimerò alle 00.00 e 01 secondi del nuovo anno, poi ti farò sapere ....se si realizzerà!...tutto è possibile se nn si guarda all'impossibile..GRAZIE ALLA MIA FAMIGLIA, PA & MA SIETE FANTASTICI, UNICI, MA CUMM FACIT AMM SUPPURTà????...un dolce kiss anche alla sorellina e al cognatino alfonsino...che bella coppia che siete!...un bacio ancora ai cuginetti mario e angecala, a zio gigi e zia angela, ...(visto mi so ricurdat)..ancora a zio michy e zia anna, a checco e carla, a zio sasà e nunzia, colo e ciro!...un pensiero a voi che da lì mi guardate, quest'anno mi avete lasciato, ma giorno per giorno, nel mio cuore ho vissuto splendidi ricordi con voi...BUON ANNO A TUTTI....
    December 24

    il mio ragalo di natale...

    E così è arrivato anche natale!..bene, ed è così che voglio fare gli auguri a tutti, alla mia famiglia, che veramente "ten e pall" per sopportarmi in questo periodo...hihi...alla mia sorellina, che ho riscoperto più dolce e l'ho sentita più vicina di sempre...agli amici, che elenco uno per uno con la speranza di nn dimenticare nessuno...Antonio, lo spagnolo!...una persona che mi è sempre stata antipatica, ora la scopro come una carica di energia, di felicità, un grande..anzi glande!...tropp aggressiv...Tato, il fratello che nn ho..veramente mi lega a lui qualcosa che va oltre l'amicizia, sempre con me in questo perconso di vita...diciamo dagli ultimi dieci anni....e poi il folto gruppo universitario, messo qui in ordine sparso, senza preferenze...Emilio, Antonello, il dottor Edo e consorte, Antonio De Caro, mitico pianista...e poi le mie sorelline....Stefy e Giusy...vi voglio bene tanto, siete le mie sorelline maggiori...sono fortunato ad avervi tutti vicini...auguri! auguri a Stella...nn so ancora se sei cadente o blilli forte forte!...auguri a anto...ma un altro augurio importante lo voglio fare a chi immagino come "la mia donna ideale"...e bene sì, colei che mi illumina d'immenso, sii sei proprio tu Raffy detta FARFARELLA..una persona splendida, solare, sempre allegra, e che nn si ferma mai davanti a nulla..e poi mangia,mangia,mangia...e parla parla parla...sei la risposta a tante mie domande!?!?
    Ancora auguri ai ragazzi del Forum dei Giovani, gli abatesi, forza e coraggio e risolleviamoci....
    Auguri ai tanti amici con cui passiamo le notti magiche natalizie, pippo, gaspare, alf, gianlu, "artoro", peppino l'infermiere (dal quale nun m facess misurà nemmeno a pression)..catellone, innamorato pazzo!...e poi al piccolo de gruppo, alla mascotte....Tony Torrente!!!!..grazie agli amici dell'A.m.g. che mi stanno dando una grande possibilità, e dico che vinceremooo..auguri al presidente Micera, a tutto il gruppo del coordinamento provinciale Forum comunali della gioventù, auguri all'Assessore Palumbo, all'Assessore Falbo, provincia di napoli, all'Assessore D'Amelio, regione Campania....ai rgazzi del FORUM REGIONALE della GIOVENTù..per tuttiIL VERO FORUM PROVINCIALE SIAMO NOI!...auguri anche a te annarella, la dottoressa, credevi che mi dimenticavo???..e poi infine, veramente alla fine...voglio fare gli auguri anche a te, si a te Carmy...allò qui gli auguri sono doppi...buon natale e felice anno nuovo, a te e alla famiglia, e ancora auguri per questa nuova avventura, già in stato avanzato visto che passi i weekend dove fino ad un mese fa c'ero io!...quando parlavo di limiti, beh mi riferivo proprio a questo..ma nn avevi detto che volevi stare da sola!...visto che è natale, allora ti devo chiedere scusa..era maggio 2005, il 2 maggio 2005....ti feci una promessa, cambiare la tua vita! è stato bello, nn rimpiango nulla, ce l'ho messa tutta, contro tutto e contro tutti, mi son fidato sempre di te, tanto da starti vicino per farti andare ad Isernia, il posto dove realizzerai il tuo sogno..avevo dubbi e paure, beh...mi son fidato! allora ti devo kiedere scusa, perchè nn ce l'ho fatta a cambiarti, rifai gli stessi errori...apri gli occhi piccola su questo nuovo mondo! ...e sai che ti dico???? "A VOLTE ACCADONO COSE CHE SONO COME DOMANDE...PASSA UN MINUTO, UN GIORNO, UN MESE O UN ANNO..MA LA VITA RISPONDE!"...un bacio a giovy e alla piccola Asia!...ahhhh, il mio regalo di natale?????....AVERVI TUTTI NELLA MIA VITA....AUGURIIIIII
    December 17

    eccomi qua....

    finalmente...inauguro questo mio blog!
    Vorrei raccontare così in poche parole e nelle immagini che ci sono qui, nei video, nei pensieri, cosa c'è adesso nella mia vita! Allora voglio dire GRAZIE alla mia sorellina che mi ha aiutato, alla mia famiglia sempre vicino e dentro di me, agli amici, quelli veri, con cui condivido attimo per attimo ogni istante della mia vita, Tato, Anto...etc e soprattutto a chi  mi ha regalato l'immenso con un solo gesto, Andando via!
    La vita è bella per questo, quando conosci i limiti di una persona, e questa testarda e cocciuta  più che mai tenta di andare oltre...ed io sorriderò,  perchè so che tanto nn andrai lontano!..è comico come stanno le cose, ed io che mi illudevo...sei monotona!!!! E chiudendo con una citazione, di chi rimane immortale nonostante
    ora è lì insieme agli angeli, in paradiso....
     

    Esempio

    Pe mme la donna è comme 'a mascatura:
    pe farla funzionà nce vò 'o chiavino.
    Senza 'o chiavino tu può stà sicuro,
    fa 'a ruggine e nun haje cchiù che ne fà!...

    Antonio de Curtis "Totò"